Punture Accidentali

Quanti di voi sanno cosa fare in caso di puntura accidentale di siringa potenzialmente infetta?

Avete mai pensato alle reali conseguenze che ne derivano? HIV, Epatite B, Epatite C, …?
Quando si maneggiano siringhe, soprattutto con pazienti di cui si conosce poco, basta una piccola distrazione e si potrebbero avere conseguenze per tutta la vita!
Gli infortuni a “rischio biologico” rappresentano, infatti, i primi infortuni in ambito sanitario, fenomeno che ancora oggi risulta essere poco denunciato.
Questo iter è tratto da un documento dell’ospedale dell’azienda ospedaliera “Cannizzaro”. Ogni Ospedale ha una propria procedura interna, ma questi passaggi sono comuni e si devono eseguire subito!

Premessa

Il decreto legislativo 626/94 con successive modifiche, ed il legislativo 28/09/1990 (art. 9, comma 3) “Norme di protezione dal contagio professionale da HIV nelle strutture sanitarie pubbliche e private” prevedono l’obbligo per gli operatori sanitari di: “Comunicare immediatamente all’organo preposto l’accidentale esposizione a sangue o ad altri liquidi biologici per l’adozione degli opportuni provvedimenti”. L‘organo preposto viene individuato nel medico di reparto (ambito ospedaliero) o nel responsabile medico della struttura extra ospedaliera in cui avviene l’infortunio. I termini responsabile medico o medico del reparto individuano la figura medica in servizio al momento dell’infortunio. (dal documento PROTOCOLLO POST-ESPOSIZIONE CON MATERIALE POTENZIALMENTE INFETTO dell’Usl Roma F http://www.comune.canalemonterano.rm.it/docs/rischio_biologico.pdf)

COSA FARE SE VI SIETE PUNTI ACCIDENTALMENTE

DA FARE SUBITO E SEMPRE

In caso di puntura o taglio:

  • Aumentare il sanguinamento della ferita, detergere con acqua e sapone, quindi procedere alla disinfezione accurata della ferita con clorossidante elettrolitico (tipo Amuchina al 5%), acqua ossigenata o con prodotto a base di PVPJ (tipo Paniodine, Betadine).
  • Accertarsi della propria situazione anticorpale circa le vaccinazioni in particolare relative al virus dell’epatite B.
  • Avvisare i propri superiori o caposala e quindi contattare il Medico del reparto che controllerà la storia del paziente e saprà darvi qualche rassicurazione sulla sua storia infettivologica (HIV? Epatiti?, etc).
  • Andare al Pronto Soccorso per fare le analisi: chiederanno al paziente un consenso informato per svolgere ulteriori esami su di lui
  • Chiedere in seguito un colloquio con il medico infettivologo il quale si accerterà di controllare la storia del paziente e se questo non ha malattie importanti si aspettano i risultati delle analisi appena effettuate.
  • Si concordano dei follow-up a 6 settimane, 6 mesi e 1 anno per rifare le analisi nel caso in cui qualche malattia si manifestasse dopo.
  • Nel caso in cui si scoprisse che il paziente è infetto vi si sottopone ad iter di trattamenti antivirali o vaccini.

LA PROCEDURA DICE

L’infortunato si rivolge al medico di reparto dal quale proviene il “Paziente Fonte”; se il “Paziente Fonte”, dal quale proviene il materiale biologico, è identificabile, il medico di reparto deve:

  • Procedere ad una immediata indagine epidemiologica e clinica sul paziente fonte utilizzando come schema logico di valutazione del rischio.
  • Eseguire gli accertamenti, richiedendo al “Paziente Fonte” il consenso che deve essere recepito in forma scritta utilizzando gli appositi moduli, ed inviando i campioni, nel più breve tempo possibile, al laboratorio di analisi.
  • Il medico del reparto, all’esito dell’anamnesi e delle indagini di laboratorio, in collaborazione con lo specialista (se presente) o con personale medico formato ed indicato dalla Direzione Sanitaria del P.O., deve informare l’infortunato circa la necessità di avviare eventualmente la profilassi farmacologica, la tipologia dei farmaci da utilizzare, eventuali controindicazioni. In particolare, per ciò che attiene il rischio potenziale di infezione da HIV, della possibilità di avviare una profilassi anti HIV con farmaci antiretrovirali entro le 4 e non oltre le 24 ore, fornendo un quadro delle possibili indicazioni e controindicazioni riferite al suo caso specifico.
  • Acquisire il consenso o il rifiuto della profilassi con farmaci antiretrovirali.
    E’ necessario assicurare l’esecuzione dell’ AcHIV la più rapida possibile – Il Laboratorio Analisi assicura, previa telefonata che annunci l’arrivo del campione, il risultato entro 2 ore.

Gli infortunati devono quindi recarsi rapidamente presso il pronto soccorso ospedaliero per:

  • Presentare regolare denuncia di infortunio sul lavoro (ve lo chiederà il medico quando scrive il referto del Ps).
  • Profilassi con vaccino per l’epatite B.
  • Eseguire nella struttura di pronto soccorso del prelievo di base al momento dell’infortunio.

In caso di consenso al trattamento con farmaci antiretrovirali, l’infortunato viene inviato e, se necessario, accompagnato presso il Centro di Riferimento dell’Ospedale L. Spallanzani di Roma per la somministrazione di trattamenti profilattici immediati (entro 4 e non oltre 24 ore dall’infortunio)

Il servizio di sorveglianza sanitaria (medico competente) riceve la segnalazione dell’infortunio dal medico del reparto di provenienza dell’infortunato e l’esito dell’esame di base dal Pronto Soccorso ed attiva la sorveglianza post infortunio, che prevede il controllo ematologico del soggetto.

All’operatore verrà proposto un follow-up sierologico a 6 settimane, 3 mesi, 6 mesi e a un anno dal contatto.

Gli accertamenti sanitari

L’elenco che segue comprende l’insieme degli esami cui deve essere sottoposto sia l’operatore sanitario che ha subito l’esposizione, sia la fonte di esposizione. Questi accertamenti sono disposti dal consulente infettivologo (se presente) e dal medico di reparto.

Accertamenti sierologici sull’operatore (per tutti i soggetti infortunati):

  • HCVab
  • HIVab
  • HBsab

Accertamenti sierologici sul paziente (se identificabile):

  • HCVab
  • HIVab
  • Hbsab
  • HbsAg
  • Hbcab
  • HbeAg
  • HBeab

Altri esami possono essere disposti dall’infettivologo o dal medico del reparto. Gli esami successivi a quelli di base vengono stabiliti dal Medico Competente nel corso della normale attività di sorveglianza sanitaria post-esposizione.

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